L’attacco di panico è un episodio di breve durata (da 2 fino ad un massimo di 30 minuti), ma molto intenso, in cui si manifesta un’ansia improvvisa e acuta, anche quando ci si trova di fronte a situazioni non reali.

Esso può non comparire per lunghi periodi, per poi riproporsi nuovamente.

Durante la sua assenza l’individuo vive costantemente nella paura che l’attacco di panico possa ripresentarsi, mette in atto comportamenti volti ad evitare situazioni, luoghi, persone a cui questi vengono associati e fatica a svolgere anche le attività apparentemente più semplici come prendere l’aereo, l’ascensore o presenziare in luoghi particolarmente affollati.

In questo modo viene ad instaurarsi un circolo vizioso di “paura della paura” che intrappola l’individuo in una costante situazione di allerta e di panico.

Si parla di attacco di panico con “agorafobia” quando questo si manifesta in luoghi aperti o affollati; si parla invece di attacco di panico da “fobia specifica” se questo viene scatenato da una situazione, evento, luogo o oggetto specifico.

I sintomi che maggiormente si accompagnano all’attacco di panico sono:

Capogiri, sensazione di debolezza, parestesie (formicolii o intorpidimenti di mani, piedi e viso), rossore al viso o sul petto, difficoltà respiratorie, aumento della sudorazione, brividi, nausea, tachicardia o palpitazioni associati a dolori al torace, crisi di pianto.

Queste attivazioni fisiologiche possono essere interpretate dall’individuo come un segnale premonitore di esiti estremi come la paura di perdere il controllo, di impazzire, la paura o convinzione di stare sul punto di morire, la derealizzazione e la depersonalizzazione.

Oltre alla possibilità di intraprendere percorsi terapeutici, per far fronte a questi disturbi può essere d’aiuto l’uso di tecniche di respirazione e di rilassamento come il training autogeno.