Secondo Bowlby, la depressione è una condizione che si presenta negli individui nel momento in cui si verifica in loro una perdita. È allora che lo scambio attivo tra il soggetto e il mondo esterno si interrompe, causando disorganizzazione del comportamento, degli atteggiamenti e dei sentimenti; rimanendo tale fino a che l’individuo non elimina i modelli di comportamento disfunzionali riuscendo a ristabilire un diverso scambio con l’esterno,  utile al raggiungimento del nuovo equilibrio.

Seligman evidenzia che, quando un individuo fallisce costantemente nella risoluzione di una qualsivoglia problematica, vi rinuncia, con la possibilità di sviluppare sentimenti di impotenza. Questo stato affettivo viene denominato “impotenza appresa” e si pensa svolga un ruolo determinante nei disturbi depressivi.

L’individuo si trova in uno stato di profonda tristezza e malinconia, non prova piacere né curiosità, perde interesse per sé e per ciò che lo circonda. Può manifestare sintomi tra loro opposti quali agitazione, irritabilità o eccessiva stanchezza, aumento o diminuzione dell’appetito, insonnia o ipersonnia. Si possono altresì manifestare emozioni quali senso di colpa, autosvalutazione, indecisione, difficoltà di concentrazione, perdita d’iniziativa e fiducia, fino, nei casi più gravi, al manifestarsi di idee di morte e suicidarie.