I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una patologia complessa, che ha ripercussioni sulla sfera emotiva, cognitiva, relazionale e sociale di un individuo. 

Essi sono caratterizzati da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del proprio corpo; insorgono prevalentemente durante l’adolescenza (nell’85% dei casi tra i 13 e i 20 anni d’età) e colpiscono soprattutto il sesso femminile.

I principali disturbi del comportamento alimentare:

– “Anoressia”, vale a dire l’insieme di quei comportamenti restrittivi di assunzione di cibo che portano ad un peso significativamente basso;

– “Bulimia”, ovvero l’ingestione di una quantità eccessiva di cibo in un breve lasso di tempo, accompagnata da sensazioni di perdita di controllo, con conseguente eliminazione del cibo ingerito attraverso vomito autoindotto, lassativi o con un’intensa attività fisica;

– “Binge eating disorders” (disturbo da alimentazione incontrollata), vale a dire il verificarsi di episodi di abbuffate incontrollate, senza però la successiva fase di espulsione di cibo volontariamente provocata.

La percezione del proprio corpo, il cibo e la conseguente paura di ingrassare divengono un modo per comunicare il proprio disagio e rappresentano l’oggetto attorno al quale ruota tutta la vita dell’individuo.

Gli individui che soffrono di tale disturbo non riescono a vedersi in modo obiettivo, l’immagine che vedono allo specchio è falsata, la percezione del proprio corpo è distorta; guardandosi allo specchio vedono fianchi troppo larghi, pancia grossa e cosce troppo grandi; la valutazione di sé dipende primariamente dal peso e dalla forma del proprio corpo. 

I pensieri convergono tutti sul cibo, sulla paura di ingrassare o su cosa si debba o non si debba mangiare, rendendo difficoltoso svolgere qualsiasi attività; anche svolgere azioni che sembrano banali, come andare al ristorante o partecipare ad una festa, divengono ora motivo di forte ansia.