Il disturbo ossessivo – compulsivo colpisce circa il 2-2.5% della popolazione ed è caratterizzato da pensieri, immagini o impulsi intrusivi e ricorrenti dai quali la mente non riesce a liberarsi, pur volendolo, provocando ansia e obbligando l’individuo ad eseguire azioni (mentali o fisiche) per un numero elevato di volte. Più ci si oppone con volontà e razionalità, più il disturbo cresce ed invade gli spazi di libertà e di azione, compromettendo la qualità della vita.

Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi intrusivi, ricorrenti e disturbanti che l’individuo non riesce a controllare.

Le compulsioni invece, detti anche rituali compulsivi proprio perché la persona non riesce ad evitare di compierli, sono vere e proprie azioni ripetitive attuate al fine di contenere il disagio emotivo causato dalle ossessioni, ossia dai pensieri intrusivi.

Spesso i pensieri ossessivi e le compulsioni hanno a che fare con temi di pulizia, ordine, sporcizia, paura di qualche forma di contaminazione esterna.

Alcuni esempi possono essere: controllare continuamente di aver chiuso il gas, di aver chiuso la porta di casa o camminare evitando di toccare le fughe che dividono le mattonelle.

Ma a cosa servono tali sintomi?

Aiutano a proteggere noi stessi dal contatto con altre angosce ancora più profonde, che hanno a che fare con la nostra emotività. Da un lato quindi ci difendono e tutelano, dall’altro sopprimono una dimensione importante di noi stessi, quella della spontaneità e dell’emozionalità.